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IL CIOCCOLATO PRENDE FORMA
Per
forgiare cioccolatini, tavolette e dolcetti di cioccolato il mercato offre molte
possibilità in fatto di forme, misure e tipologie di stampi che permettono di
riprodurre le più svariate figure: foglie, cuori, conchiglie, animaletti e
soggetti che si richiamano alle varie festività.
Gli stampi per la fabbricazione a colaggio del cioccolato in passato erano
unicamente di metallo, ma la loro scarsa praticità d'uso (pensate al peso nel
caso di stampi per uova di Pasqua di grosse dimensioni!) li ha resi un genere
sempre più in "via di estinzione", che sopravvive solo nei laboratori di pochi
appassionati nostalgici oppure presso i collezionisti.
Gli artigiani cioccolatieri oggi impiegano stampi di plastica (multiuso o
monouso) oppure di silicone, con differenti caratteristiche.
STAMPI DI POLICARBONATO
(plastica rigida molto resistente) sono i più diffusi.
Si contraddistinguono per la superficie estremamente liscia, che permette di
realizzare cioccolatini con una finitura molto lucida.
Talvolta sono costituiti da due cavità chiudibili con calamite, pratici e veloci
da usare e da pulire, oltre che precisi nella riproduzione del soggetto.
Solitamente vengono prodotti mediante il processo di iniezione: la plastica (PC,
policarbonato) viene iniettata negli appositi stampi a temperatura e pressione
elevate.
Dopo il raffreddamento viene estratto il pezzo, cioè lo stampo per la colatura
del cioccolato.
Le aziende produttrici li forniscono in versioni standard, oppure realizzano
soggetti e forme su richiesta dei clienti. Nel caso di produzioni personalizzate
è necessario creare gli impianti per lo stampaggio, pertanto il costo iniziale
di un primo ordine, comprensivo di impianto stampa, diventa elevato (da 1.500 a
10.000 euro a seconda delle dimensioni).
Alcuni produttori (soprattutto in Germania) realizzano stampi di policarbonato
anche mediante termoformatura, un processo più economico, che consente una
notevole riduzione dei costi.
STAMPI MONOUSO
hanno uno spessore molto sottile, grazie al quale i tempi di raffreddamento dei
cioccolatini dopo la colatura si riducono notevolmente, così come gli sforzi per
sformarli. Sono prodotti mediante termoformatura di polimeri come il
polipropilene (PP) o il polietilene (PE) che, in forma di fogli, vengono
riscaldati e adagiati sullo stampo (solitamente un guscio singolo, maschio),
sotto il quale viene creato il vuoto per favorire l'aderenza della lamina di
plastica alla superficie dello stampo.
Gli stampi monouso sono più economici di quelli di policarbonato sia perché
viene impiegato un quantitativo di gran lunga inferiore di materiale sia perché
la termoformatura è un processo più semplice rispetto a quello di iniezione (non
necessita di particolari resistenze o temperature). Anche la costruzione di
stampi personalizzati comporta costi più accessibili rispetto a quelli degli
stampi di PC. Bisogna naturalmente fare i conti in funzione dell'uso dello
stampo: per tirature molto basse o per un'unica produzione gli stampi monouso
possono risultare una soluzione conveniente.
STAMPI DI SILICONE
sono indeformabili, antiaderenti e, grazie alla loro flessibilità, permettono
una facile estrazione delle realizzazioni.
Il loro limite sta nell'incapacità di conferire lucentezza al cioccolato, tanto
che di solito vengono impiegati per prodotti destinati a essere colorati o
comunque finiti in superficie secondo la fantasia del cioccolatiere.
In genere viene fatta la distinzione tra stampi di silicone a caldo
o a freddo. I primi possono andare in forno perché sono
costituiti da materiale resistente a temperature elevate. Vengono prodotti per
colatura all'interno di uno stampo di alluminio, un materiale che non permette
di riprodurre particolari complessi. Solitamente questi stampi si usano per
realizzare dolci monoporzione, biscotti o torte dalle forme inusuali. Gli stampi
di silicone "a freddo" - così chiamati perché si impiega un grado di silicone
non adatto alle temperature elevate quali quelle dei forni di cottura degli
alimenti - vengono invece realizzati generalmente a partire da un modello fatto
a mano da artisti in grado di riprodurre dettagli di dimensioni ridottissime,
anche fino a 1 micron. Su tale modello viene creato l'impianto stampa (uno
stampo in negativo fatto in gesso) in cui si cola il silicone liquido per
ottenere lo stampo per il cioccolato. Il tipo di lavorazione degli stampi di
silicone a freddo consente anche di fare personalizzazioni, con costi che si
aggirano intorno ai 500 euro, comprensivi di impianto stampa e primo stampo.
ISTRUZIONI PER L'USO
Al momento della colatura negli stampi il cioccolato deve assolutamente essere
temperato. Nel caso del fondente la temperatura consigliata è indicativamente di
31°C, per il cioccolato al latte 29°C e per quello bianco 28°C. È inoltre molto
importante che gli stampi siano a una temperatura controllata, più vicina
possibile a quella della tempera del cioccolato. In questo modo si ottiene un
prodotto con una superficie molto lucida.
Al termine dell'utilizzo è bene seguire alcune regole per una corretta pulizia e
manutenzione degli stampi tenendo conto delle differenti caratteristiche che li
contraddistinguono: il silicone può andare incontro a rotture nei punti più
sottili a forza di deformarlo per estrarre il cioccolato, mentre il
policarbonato teme i graffi, pertanto è "vietato" sfregarlo con oggetti
appuntiti o pulirlo con materiali abrasivi. Se però gli stampi sono trattati con
cura durano molti anni.
Ecco quali sono i suggerimenti di alcuni professionisti.
DENIS BUOSI - PASTICCERIA BUOSI, VENEGONO
SUPERIORE, VA
Per le produzioni più frequenti, caratterizzate da grandi tirature, usiamo gli
stampi di policarbonato, mentre ricorriamo a quelli in PET monouso nel caso di
produzioni su commissione, con una tiratura più contenuta. Ad esempio, se un
cliente richiede 200 o 300 tavolettine personalizzate realizziamo anche lo
stampo su cui viene termoformato il PET. In alcuni casi usiamo anche gli stampi
di silicone, in particolare per soggetti con sottosquadra (sono protuberanze
verso l’interno e verso l’esterno della figura che rendono difficile
l'estrazione del pezzo dallo stampo senza pregiudicarne l'integrità, ndr). Il
silicone permette di realizzare oggetti con particolari sottili che altrimenti
si romperebbero durante la sformatura dallo stampo rigido. Generalmente facciamo
noi stessi gli stampi di silicone, oppure ci appoggiamo ad aziende che ne
producono di standard.
Il policarbonato è il materiale per eccellenza per il cioccolato non solo perché
conferisce una elevata lucentezza ma anche per la sua elevata resistenza.
Inoltre è facilmente lavabile. Il lavaggio si fa a fine ciclo di lavorazione, ad
esempio dopo la produzione di uova di cioccolato nel periodo pasquale oppure al
termine di ciascuna lavorazione eseguita su commissione. In fase di lavorazione,
invece, se il prodotto è ben temperato e non lascia residui, lo stampo non
andrebbe mai lavato.
Per il lavaggio ci siamo attrezzati di una macchina lavastampi studiata per gli
stampi in policarbonato, dotata di un sistema a cestello rotante che evita la
stratificazione dell'acqua sugli stampi all'interno della lavastoviglie.
Programmiamo la macchina per fare due cicli di lavaggio: il primo con un
detergente e il secondo solo con acqua e getti di aria calda, in maniera che
alla fine si tira fuori lo stampo già asciutto. A monte c'è un sistema di
filtrazione delle acque e un addolcitore che elimina il calcare. Una macchina
del genere costa circa 60 mila euro, ma la sua elevata efficienza ripaga
l'investimento. Prima di acquistarla lavavamo gli stampi a mano, con acqua
calda, e li asciugavamo con un getto d'aria oppure strofinandoli in ciascun
incavo con uno straccio molto morbido per non graffiarli. Quando però le
produzioni iniziano a diventare importanti un lavoro del genere, che richiede
tanta manualità, diventa impensabile.
GIANNI PINA - PRESIDENTE AMPI - PASTICCERIA
PINA TRESCORE BALNEARIO, BG
Quando lavoro con la pralineria personalmente preferisco non usare la
stampistica perché con gli stampi il risultato che si ottiene può apparire un
po' artefatto, pregiudicando l'immagine di artigianalità.
Comunque, soprattutto per applicazioni come tavolette e decorazioni uso i
classici stampi di policarbonato, per velocizzare il lavoro.
Per quanto riguarda la modalità di impiego, cerco di tenere linee costanti di
cioccolato: se inizio a usare uno stampo con il fondente continuo a usarlo con
il fondente per evitare di doverlo lavare ogni volta. Al momento dell'uso lo
stampo deve essere perfettamente pulito, perciò eseguo una prima colata a vuoto:
riempio gli stampi con il cioccolato fuso e poi lo tolgo una volta
cristallizzato, così elimino gli eventuali residui di calcare (possono esserci
anche dopo il lavaggio in lavastoviglie, nonostante la presenza di addolcitori)
e le impurità (ad esempio le particelle di polvere).
Una volta ripulito in questo modo scaldo lo stampo con il phon per poter
togliere con un panno morbido il piccolo pannello di cacao che si è formato.
Chiaramente, se cambio tipo di cioccolato eseguo nuovamente tutta questa
operazione dall'inizio.
Al momento dell'uso è necessario che la temperatura dello stampo sia ottimale:
se è troppo alta si provoca un fuori tempera del cioccolatino, che pertanto non
esce più dallo stampo, mentre se è troppo bassa si ha una eccessiva velocità di
cristallizzazione del cioccolato con uno squilibrio tra gli acidi grassi che lo
compongono (cristallizza prima lo stearico rispetto all'oleico e al palmitico).
Risultato: il cioccolatino appena sformato è lucidissimo ma nel tempo perde
rapidamente la sua lucentezza e assume un colore grigiastro. Per questa ragione
non bisognerebbe porre gli stampi in frigorifero per far cristallizzare più
velocemente il cioccolato: si rischia lo shock termico. La temperatura corretta
per il raffreddamento è di circa 18°-20°C.
Gli stampi di policarbonato sono piuttosto costosi, e per poter lavorare su una
linea bisogna sempre possederne più di uno. Io ho almeno da 8 a 20 pezzi per
ciascun formato.
È chiaro che si tratta di un investimento, però bisogna considerare che durano
nel tempo, sono praticamente eterni, a condizione di trattarli bene per non
rischiare di rigarli. Mi è capitato di vedere alcuni apprendisti lavare gli
stampi delle uova con la paglietta!
Uso anche stampi in silicone per alcuni prodotti di cui mi interessa avere una
superficie opaca oppure quando devo spruzzarli con la classica miscela di burro
di cacao e cioccolato fuso. Gli stampi di silicone vanno bene anche per fare
interni che vanno poi ricoperti. Ecco come: colo delle ganache, le faccio
cristallizzare, le tolgo e poi le passo al carrello ricopritore. In questo modo
ho una velocizzazione enorme del lavoro. La pulizia nel caso degli stampi di
silicone è semplicissima: si mettono in lavastoviglie.
Non c'è nemmeno il problema del calcare da tenere sotto controllo, dato che in
questo caso non interessa la lucentezza della superficie.
UGO MIGNONE – PASTICCERIA MIGNONE, NAPOLI
Uso principalmente stampi di policarbonato.
Con minore frequenza impiego anche stampi monouso oppure di silicone. Questi
ultimi vanno bene per fare cioccolatini da rifinire poi a mano, per i quali non
è quindi indispensabile una superficie lucida. Un esempio sono le praline
ripiene, che devono essere prima refrigerate e poi colate con cioccolato di
copertura. Oggi va molto di moda anche il cioccolato colorato: abbiamo una linea
di colori alimentari da applicare direttamente negli stampi. Impiego tinte come
oro, argento e bronzo, che miscelo al burro di cacao e spruzzo all'interno degli
stampi. Il prodotto da spruzzare è a una temperatura di 26°-27°C, mentre lo
stampo è leggermente più freddo in modo da favorire la rapida adesione del
colore. Per questa operazione l'accorgimento principale è la temperatura del
burro di cacao altrimenti il colore si attacca alla forma ma non al cioccolato.
Ora sul mercato sono disponibili colori in bombolette spray, molto semplici e
veloci da usare, quindi indicati per produzioni assortite.
Una volta l'anno, quando interrompiamo la produzione nel periodo estivo, puliamo
gli stampi senza usare detersivi, ma solo con acqua calda e successiva
asciugatura con carta che non lascia residui sulla superficie.
Dopo un certo numero di usi lo stampo di policarbonato deve essere sostituito
perché perde la sua lucentezza. Mediamente io li cambio ogni 4-5 anni.
GUIDO CASTAGNA - L’ATELIER DEL CIOCCOLATO,
GIAVENO, TO
Per le nostre produzioni usiamo sia stampi in policarbonato che in silicone.
Questi ultimi permettono di riprodurre soggetti tridimensionali anche con dei
sottosquadra, cosa che con uno stampo rigido non sarebbe possibile fare perché
non si riuscirebbe a sformarli senza romperli. Generalmente gli stampi di
silicone li facciamo noi partendo dal silicone liquido, che coliamo nel nostro
stampo positivo, il quale può essere realizzato con diversi materiali purché
dotati di una superficie liscia. Se usiamo del legno, quindi, lo verniciamo con
una vernice lucida.
In molti casi sono le stesse ditte che ci commissionano il lavoro a fornirci i
positivi.
Ad esempio, un'azienda che produce pezzi di ricambio per automobili ci ha dato
il positivo (in lega) che riproduce un braccetto di sterzo. Su quello abbiamo
creato lo stampo in silicone.
Per quanto riguarda invece le tavolette di cioccolato oppure soggetti "piatti",
senza sottosquadra, preferiamo gli stampi di policarbonato oppure di PET, questi
ultimi più leggeri e meno resistenti del policarbonato, ma più economici. Sono
una via di mezzo tra gli stampi usa e getta e quelli di policarbonato, e vanno
bene per poche pezzature.
Il lavaggio degli stampi a fine utilizzo lo eseguiamo manualmente, con acqua
calda, un goccio di detergente e spugne non abrasive.
Una volta asciutti li riponiamo chiudendoli in sacchetti di nylon per
proteggerli dalla polvere, che rischia di rigare lo stampo quando si riutilizza
per la successiva stagione.
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Procedura standard di
lavaggio e sanificazione degli stampi
1 PRE-RISCIACQUO
2 DETERGENZA ALCALINA
3 RISCIACQUO
4 SANITIZZAZIONE
5 RISCIACQUO FINALE
È sempre necessario effettuare un pre-risciacquo (1) con acqua calda
(40°-60°C) per rimuovere lo sporco grossolano.
Segue la fase di detergenza alcalina (2), mirata alla rimozione dei
residui organici (proteine, grassi) prevalenti nella lavorazione del
cioccolato. Il detergente alcalino deve essere scelto in base al tipo di
materiale da trattare (in genere policarbonato), per assicurare che gli
stampi non vengano danneggiati dai ripetuti trattamenti. Dopo l'idoneo
risciacquo (3) con acqua a temperatura ambiente si passa alla
sanitizzazione (4), ossia al trattamento con un prodotto a base di acido
peracetico per l'eliminazione dei batteri, in modo da ottenere delle
superfici sanitizzate ed evitare una contaminazione crociata nella
successiva fase di produzione.
Per il risciacquo finale (5) si impiega acqua additivata con un prodotto
brillantante, che ha la funzione di evitare la deposizione di residui di
calcare che macchierebbero la successiva produzione di cioccolato. Il
prodotto abbassa la tensione superficiale dell'acqua rendendo più
efficace il risciacquo delle superfici.
Periodicamente, un passaggio con un detergente acido evita la formazione
di incrostazioni sia sugli stampi che nella stessa macchina
lavastoviglie. La frequenza di questo trattamento è stabilita in
funzione della durezza dell'acqua.
Una nota aggiuntiva per gli stampi di silicone: le case produttrici
consigliano, prima del primo utilizzo (quando gli stampi non sono ancora
stati utilizzati dopo l'acquisto), di effettuare un lavaggio preliminare
con acqua e sapone o in lavastoviglie per rimuovere lo strato di talco
protettivo presente sulla superficie.
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Rossella Contato
Si ringraziano le aziende Decosil (produttrice di stampi di silicone) ed Ecolab
(specializzata in prodotti e servizi di pulizia e igiene) per le informazioni
fornite.
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ANTICHI STAMPI PER IL MODELLAGGIO
Gli
stampi individuali a due parti in metallo, per modellaggio di soggetti
in cioccolato – detti corpi cavi – iniziano ad essere prodotti in
Francia verso metà Ottocento.
Accanto ai nomi di Pinat e Cadot emerge la prima importante azienda,
fondata nel 1832 da Jean Baptiste Létang, per la produzione di stampi
per dolci in genere. Nei 1867 Létang viene indicato come leader nella
fabbricazione di stampi per cioccolato. Sotto il nome di Veuve Létang et
Fils la ditta firma, nel 1877, il più antico catalogo di stampi. Altri
produttori parigini operanti all’inizio dell’attività di questa nuova
industria sono Pelletier, Devinck ed Hermann.
In Germania, alla fine del secolo XIX, esistono grandi aziende
produttrici di stampi a due parti in metallo: Herman Walter, J.G.
Laurosc, Carl Richter e Anton Reiche.
Tra tutte emerge la Anton Reiche di Dresda: i suoi stampi curati nei
minimi dettagli, disegnati da artisti e scultori, vengono imitati da
altre aziende e sono oggigiorno dei classici, molto ricercati dai
collezionisti.
La situazione italiana, per quanto concerne le fabbriche di stampi per
cioccolato e pasticceria, non è mai stata illustrata in modo
sistematico.
Nei laboratori e nelle industrie di fine ’800 ed inizio ’900 sono in uso
stampi francesi e tedeschi, oltre a rari esemplari di stampi in rame
forgiati a mano.
La mancanza di produttori di stampi per corpi cavi in Italia, ancora
negli ultimi decenni dell’Ottocento, può essere spiegata con il fatto
che da noi si preferiva consumare la cioccolata in tazza, oppure sotto
forma di tavolette, di cioccolatini e come ingrediente per dolci dolci.
D’altronde, i nostri consumi di cioccolato sono sempre stati molto
contenuti. Lo stesso avveniva in Spagna, Paese dove il cioccolato
fa la sua prima comparsa e che, tuttavia, non ha sviluppato una precoce
stampistica. Ancora nel 1887 e nel 1894 alla Fiera di Milano, Reiche
ottiene successi incontrastati e medaglie.
Nel 1900 apre a Milano la fabbrica Luigi Maganza, che ben presto riporta
allori alle esposizioni di Milano e Torino e, nel 1908, diventa Luigi &
Fratelli. Nel 1947, sempre a Milano, sorge la Sidam, cioè Stampi per
l’Industria Dolciaria Affini.
A Torino, il 1°aprile 1924, l’ing. Achille Bandini inizia a produrre
stampi con il marchio OSA, abbreviazione di Officina Stampi Affini.
Il primo catalogo della ditta torinese appare nel 1926. L’azienda, ben
nota in Italia e all’estero, è tuttora in attività.
Nella sezione del nostro Centro Studi
dedicata al cioccolato sono raccolti antichi stampi bivalvi per il
modellaggio dei corpi cavi.
Il coniglio, simbolo pasquale mitteleuropeo, è tra i soggetti più
rappresentati.
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